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INGRESSO PRONTO SOCCORSO OSPEDALE DI CAREGGI EMERGENZA CORONAVIRUS COVID19 COVID 19 CORONA VIRUS

Ciò che emerge dalla relazione del ministero della sanità su quello che avviene all’interno dell’ospedale Careggi lascia basiti ed esterrefatti. La relazione presenta un quadro molto preoccupante su come viene trattata la disforia di genere in alcune parti del nostro paese, mettendo in luce le pratiche superficiali con cui si attua questa tematica.

Nella relazione, di cui alcuni giornali hanno già potuto prendere visione, si fa notare come le ipotesi iniziali, prese per poter avviare l’ispezione del ministero, siano state confermate. Ma di cosa parliamo? Parliamo dell’assenza del percorso psicologico e psichiatrico che necessariamente deve accompagnare i minori nell’identificazione del proprio genere, e, come ultima scelta, nell’eventuale utilizzo del farmaco prescelto, la triptorelina. Nonostante questo farmaco risulti molto usato nel mondo, ultimamente alcune nazioni, come la Gran Bretagna, lo stanno ritirando e ne stanno fermando la somministrazione per mancanza di studi a lungo termine.

Quell che dovrebbe essere un percorso multidisciplinare per cercare di districare le problematiche dei nostri giovani, all’ospedale toscano veniva gestito in maniera inusuale. Non solo si faceva un uso alquanto facile della triptorelina, ma il percorso non era nemmeno accompagnato dal sostegno di cui questo delicato problema avrebbe bisogno, come il supporto psicologico.

In più, si legge, i dati sul farmaco dovrebbero essere trasmetti all’AIFA con cadenza trimestrale ed evidenziando le peculiarità di ciascuna persona che va ad assumere quel medicinale. Invece, dall’ospedale, provenivano dati confusionari e mancanti di specificità. Così da far risultare difficile l’interpretazione e la gestione dei dati a livello nazionale. . Solo alcuni, come l’On. Donzelli (FDI), sono intervenuti in materia.

La bufera è stata subito sollevate dall’opposizione regionale e dalla maggioranza parlamentare per cercare di far luce su quello che sta accadendo. E senza fare processi o additare colpe, ed assumendo che qualunque essere umano può sbagliare, riteniamo che le motivazioni e l’informativa data dalla regione a gennaio in merito alla faccenda denotino due criticità e sottovalutazioni. Innazitutto, la prima, che è anche quella più preoccupante, riguarda la totale assenza di controlli da parte della giunta regionale toscana nei confronti di questo ospedale. Poi, data la delicatezza del tema, è consigliato non mistificare le corrette richieste di svolgere controlli su quell’azienda ospedaliera col propagandare che, chi chiede alcune delucidazione, non sia altro ch un omofobo o transfobico e via dicendo.


Purtroppo il tema andrebbe affrontato in profondità, tanto nella politica quanto nella sanità, essendo la politicizzazione e l’ideologizzazione del tema dannosa soprattutto per i giovani e i giovanissimi. Continuiamo a sperare che l’Italia diventi un paese dove si possa discutere senza fare propaganda. In attesa che tale momento avvenga, ecco che iniziamo a scoprire il vaso di Pandora della sinistra.