Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

ECOFIN CONSIGLIO ECONOMIA E FINANZA UE UNIONE EUROPEA

È arrivata, purtroppo, anche il benestare dell’ECOFIN, la riunione del consiglio dei ministri dell’economia, per la stangata che coinvolgerà tutti i cittadini, la direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia.

Tra tutti e 27 i paesi solo Italia e Ungheria hanno votato contro, mentre Rep. Ceca, Croazia, Polonia, Slovenia e Svezia si sono astenute. Così il Consiglio ha approvato il testo in seguito all’accordo raggiunto nelle scorse settimane dall’Europarlamento. Secondo le nuove regole, che hanno come obiettivo il taglio delle emissioni di gas serra e la riduzione della “povertà energetica” nell’Ue, per gli edifici non residenziali, vengono introdotti standard minimi di prestazione energetica garantendo che tali edifici non superino la quantità massima di emissioni di gas serra annuali.

Secondo le nuove regole, nel 2030 tutti gli edifici non residenziali saranno al di sopra del 16% degli edifici con le peggiori prestazioni ed entro il 2033 al di sopra del 26% degli edifici con le peggiori prestazioni in termini di prestazione energetica. Così facendo si arriverà a una graduale eliminazione degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni. Almeno il 55% della riduzione energetica sarà ottenuta attraverso la ristrutturazione degli edifici più deteriorati, che rappresentano il 43% degli edifici residenziali con le prestazioni peggiori. Inoltre, per decarbonizzare il settore edilizio, i piani nazionali di ristrutturazione degli edifici includeranno una tabella di marcia con l’obiettivo di eliminare gradualmente le caldaie a combustibili fossili entro il 2040.

Alla fine della riunione è arrivato il commento del ministro dell’economia Giorgetti, “abbiamo votato contro la direttiva Green, si è purtroppo concluso l’iter”. Prosegue, “a posizione italiana è nota. Il tema è chi paga, visto che abbiamo delle esperienze in Italia abbastanza chiare in proposito”. Alquanto esplicito il continuo delle dichiarazioni rilasciate, “Devo dire che quando sono arrivato qua la prima volta diversi colleghi mi chiedevano com’è l’esperienza del superbonus, e io già allora gli avevo sconsigliato di avventurarsi su questo terreno. Credo che ci sia da riflettere. È giusto immaginare di rifare tutte le case Green, ma ribadisco chi paga? Cioè le famiglie, gli Stati, l’Europa?”.

Infatti anche se la direttiva sembra ben scritta, la vera questione che ora si pone è chi dovrà pagare per le ristrutturazioni di tutti gli edifici europei? Anche perché, se già i paesi mediterranei hanno sul groppone un’enorme debito, e il fantastico superbonus della sinistra ha lasciato sul tavolo solo macerie e buchi da ogni parte, come potrebbe fare lo stato a mettere a disposizione fondi ulteriori per ristrutturare il parco edilizio? Ovviamente nessuno risponde o saprebbe rispondere, ma alla fine come si dice in questi casi, carta canta. E al resto chi vivrà vedrà.