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Martedì 16 e mercoledì 17 il National Conservatism, progetto della Fondazione The Edmund Burke, guidata da Yoram Hazony, torna a Bruxelles per una due giorni proiettata alle prossime elezioni europee. Nazione Futura partecipa in quanto co-organizzatrice, insieme agli amici del The Herzl Institute, il Mathias Corvinus Collegium di Budapest, la rivista The European Conservervative e il think tank ungherese Danube Institute.

I giorni precedenti al National Conservatism non sono stati di certo all’insegna della pace politica e del rispetto reciproco: il sindaco di Bruxelles, messo alle strette dalle richieste di gruppi di antifascisti, ha fatto pressione sulle location scelte dagli organizzatori affinchè non ospitassero l’evento, tanto che per ben due volte è cambiato il programma. Un qualcosa di inaccettabile: sui giornali belgi si legge chiaramente che l’azione di censura è stata direttamente orchestrata dal sindaco socialista di Bruxelles, Philippe Close.

Ma andiamo al programma di questa due giorni, all’insegna delllo slogan “Preserving the Nation-State in Europe”. Ha dato il benvenuto ai numerosi presenti il presidente della Edmund Burke Foundation, il filosofo Yoram Hazony, che ha lasciato poi la parola a Ryszard Legutko, vicepresidente dell’ECR, espressione del partito polacco Diritto e Giustizia. A proposito, in questa due giorni interverrà anche l’ex primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki. E, parlando sempre di primi ministri, ci sarà anche Viktor Orban.

I temi di questa due giorni rientrano nell’alveo dei principali interessi che i conservatori europei hanno a cuore. Dal tema della demografia – l’Europa sta scomparendo! – alla difesa e promozione della sovranità dei paesi europei in un panorama di collaborazione con i restanti stati membri, passando per la difesa dei confini e ponendo lo sguardo al futuro dell’Europa e del conservatorismo. Interverrà anche il presidente di Nazione Futura, Francesco Giubilei, che parlerà di conservatorismo e gioventù europea, come unire questi due poli, oggi in crescente vicinanza.

In vista dell’8 e del 9 giugno, quando oltre 350 milioni di cittadini europei saranno chiamati al voto, qui a Bruxelles, oggi, si pongono le basi per il futuro. E di certo per un futuro più vicino ai bisogni dei cittadini, e, perchè no, un pò più lontano dalle ideologie green.