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Inizia sabato 20 aprile (con chiusura a novembre) la Biennale d’Arte 2024 di Venezia, uno dei
festival culturali più conosciuti a livello internazionale, palcoscenico mondiale per artisti e Paesi
espositori con i loro padiglioni.
In questi giorni di pre-apertura la 60. Esposizione Internazionale d’Arte, curata da Adriano Pedrosa
con l’arrivo del neo presidente voluto fortemente dal Governo Meloni Pietrangelo Buttafuoco, sta
già facendo discutere per l’ingresso della geopolitica con il conflitto su suolo europeo tra Russia e
Ucraina e l’infuocata questione del Medio Oriente.
In particolare il Padiglione di Israele terrà le porte chiuse per via della guerra con la Palestina,
l’esterno è presidiato da militari e all’ingresso è appeso un cartello dove è scritto che il padiglione
aprirà solo quando saranno liberati gli ostaggi e si arriverà a un cessate il fuoco. Non ci sarà
nessuna esposizione quindi finché non si troverà un accordo di pace. Per mesi diversi soggetti della
galassia pro palestinese e “Art Not Genocide Alliance” avevano protestato per l’apertura del
padiglione israeliano.
Proprio la mattina di mercoledì 17 circa 500 manifestanti si sono presentati ai Giardini davanti il
padiglione chiuso di Israele per manifestare contro la guerra.
Altro grande “osservato speciale”, soprattutto in questi giorni, invece è l’Iran, il quale padiglione
risulta ancora stranamente vuoto.
Per quanto riguarda invece il conflitto russo – ucraino , era già nota da tempo l’assenza della
Russia alla Mostra, all’interno dei suoi spazi invece sarà presente la Bolivia, mentre nel padiglione
polacco e ucraino vengono proiettati video e testimonianze della invasione russa.
Venezia, città storicamente multiculturale, dove è nato il primo ghetto al mondo nel 1516,
tutt’oggi quartiere della Comunità ebraica, è spesso teatro di manifestazioni che hanno poi
risonanza internazionale; pochi giorni fa all’Università Ca’ Foscari è stato organizzato un sit in per
la Palestina libera e contro ogni accordo tra l’Università e Israele, e anche all’Università di
Architettura IUAV si sono svolte proteste simili.
Tutto questo mentre nella sede del Comune di Venezia , Ca’ Farsetti, a fianco alla bandiera
italiana, europea e del Veneto, sventolano sul Canal Grande la bandiera di Israele e dell’Ucraina