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“La legge 194 non si tocca”. Dato questo per assodato, almeno bisogna conoscerla, perché ignorantia legis non excusat. Perciò, i parlamentari di Pd e Movimento 5 stelle che ieri, nel maldestro tentativo di cavalcare la questione, gridavano al “pericolo oscurantismo”, dovrebbero sapere che la 194 venne introdotta per aiutare le donne ad affrontare una scelta carica di sofferenze. Ragione, questa, che indusse il legislatore a inserire l’articolo 2 il quale prevede che i consultori, nel percorso di affiancamento delle madri in difficoltà, possano “avvalersi della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni di volontariato”.

Tradotto, il discusso emendamento al decreto legge sul Pnrr che prevede il coinvolgimento nei consultori non solo delle associazioni abortiste, ma anche dei movimenti Pro Life che sostengono la maternità, non fa che attuare quanto previsto dalla legge.
Ha provato a spiegarlo anche il promotore dell’intervento, l’On. Lorenzo Malagola di FdI, travolto da un’ondata di attacchi da parte di chi, per esempio, mentre l’Aula si esprimeva con il voto di fiducia, agitava striscioni e cartelli contro “il governo fascista che minaccia i diritti delle donne”.

“Gran parte dell’opposizione – ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Tommaso Foti – con sguaiato chiasso gioca a strumentalizzare a fini di parte l’emendamento del collega Malagola presentato al decreto legge sul Pnrr. Stupisce ed allarma che, quando si tratta di applicare pienamente una legge le opposizioni si scatenino, alimentando e diffondendo vere e proprie fake news”.

Parole che l’opposizione ha scelto di ignorare, chiamando alla mobilitazione senza curarsi del fatto che chi ha davvero a cuore l’autodeterminazione delle donne dovrebbe sapere che essa non riguarda solo la libertà di abortire, ma anche il diritto di essere madri.