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AMEDEO UMBERTO RITA SEBASTIANI AMADEUS CONDUTTORE

Tutti parlano di Amadeus. Sí, Amadeus lascia la Rai e vola sulla Nove con un contratto da 15 milioni in 3 anni (non 100 come hanno urlato pretestuosamente in tanti).

Perché? Perché così funziona il mercato, quando libero. I professionisti si muovono e scelgono il loro destino a seconda delle opportunità migliori per loro. Quindi sí, a seconda anche della migliore offerta economica. Nulla di strano, niente che abbia a che vedere con scelte politiche o il il governo Meloni (come di nuovo hanno urlato in molti pretestuosamente). “Ho dato tutto me stesso. Ora è tempo di nuove sfide professionali e personali. É tempo di nuovi sogni. Grazie a tutti. Ci vediamo in TV”. Così dice in un video pubblicato sui suoi canali social il conduttore.

Dov’è quindi lo scandalo? Non esiste ‘scandalo’ nelle leggi di mercato. Anzi, Amadeus è intelligente da non scegliere il martirio politico, ne esce da signore, elegantemente e ringraziando l’azienda che l’ha cresciuto e alla quale deve tutto, ma nessun cenno a quella presa di posizione politica che l’aveva messo lì a condurre il suo primo San Remo nel 2019, contro lo scetticismo dei molti. Parliamo dell’allora direttrice di Rai 1 Teresa De Santis, non di certo una qualunque.

In quel caso gli interventi della politica però non lo avevano disturbato. Anzi erano i giornali che oggi tuonano di una “scelta politica contro il governo fascista” quella che avrebbe realizzato Amadeus lasciando “mamma Rai”. Ci siamo abituati, la solita logica dei due pesi e due misure. Quando si tratta dei loro uomini sono ‘scelte artistiche’, altrimenti sempre politiche. E noi nel mentre ci siamo inghiottiti cinque anni di moralismo imperante dei suoi Sanremi.

Politicamente corretto, woke culture, gender fluid, body fluid, insomma la solita tiritera di questi tempi, finti e perbenisti. E allora chapeau a chi il risultato se lo porta a casa o, come in questo caso, a casa di qualcun altro.