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SIT IN PER IL CESSATE IL FUOCO IN PALESTINA E ISRAELE, BANDIERA ANPI

Si avvicina il 25 aprile e immancabilmente torna il clima da “emergenza democratica” (sinistra dixit) “perché il fascismo è in agguato”. Per i cosiddetti antifascisti doc, quelli cioè che si ritengono i veri e solo democratici, il rischio fascismo è un’ ossessione da cui non riescono a liberarsi perché l’ideologia che li anima non permette loro di vedere la realtà come effettivamente è.

Ottant’anni di storia per loro è come non fossero passati, sono rimasti fermi a metà novecento. Non è sufficiente che gli esponenti del centrodestra italiano, compresi quelli del governo, dichiarino di non aver nulla a che fare con quel regime. No, li si chiede loro di recitare il “mea culpa” a vita come non degni di partecipare al consesso democratico. I “veri” democratici fingono di non sapere che la liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti fu opera in gran parte degli Alleati. E altro aspetto che mettono nel dimenticatoio è che della Resistenza fecero parte anche cattolici, liberali e socialisti, non solo i comunisti che tra l’altro avrebbero preferito il regime sovietico alla democrazia liberale.

Se anche l’ANPI e alcune parti della sinistra fossero oneste intellettualmente dovrebbero avere il coraggio di dichiararsi antitotalitari e quindi anche contro quei regimi di stampo comunista ancora esistenti. La sinistra lezioni di storia e patenti di democrazia è l’ultima a doverle dare.