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Ma è possibile che tra tutte le questioni prioritarie di cui ci si dovrebbe occupare, il personale e i consiglieri di maggioranza e/o opposizione dei comuni italiani debbano occuparsi di discutere della statua di un alpino con un fucile o una statua raffigurante l’allattamento materno?

Non stiamo dando di matto, ma è quello che è successo in alcuni comuni del nord Italia. Prima a Milano con la statua di una mamma che allatta il figlio, ora a Padova la statua di un alpino che tiene appoggiato a terra un fucile.

Se le priorità dei comuni sono queste abbiamo un grosso problema, e non rendersene conto è ancora più grave e rasenta quasi il ridicolo. Passino i temi della cancel culture e del Green, ma anche le statue no, vi preghiamo. Almeno l’arte lasciatela in pace che già avete fatto abbastanza danni da trent’anni a questa parte.

Di sicuro saremo tacciati di razzismo verso non si sa quale dio del giorno o principio superiore inviolabile. Ma pensiamo che chiunque venga eletto debba pensare a come rendere migliore il proprio territorio, e non pensare a queste frivolezze che non hanno nulla a che fare con qualsiasi dialettica politica. Ci si dovrebbe occupare di trovare delle soluzioni per risollevare il paese facendo capire ai cittadini che è necessario produrre nei nostri territori e non di aumentare la biodiversità come motivo per non tagliare l’erba nelle città, vedasi il mitico Sala a Milano.

La sinistra ha fatto enormi danni dicendo no a tutto per qualsiasi motivo fantasioso e ora ne paghiamo il prezzo, ma comunque riuscite a lamentarvi perché qualsiasi progetto o iniziativa, giusta o sbagliata che sia, è passibile di turbare il paesaggio naturale, vedasi la Sardegna con l’ennesimo no a tutto, passata dal gas alle pale eoliche.