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ABDULLAH II RE DI GIORDANIA GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ANTONIO TAJANI MINISTRO GUIDO CROSETTO MINISTRO

Nonostante la guerra in Medio Oriente non accenna ad arrestarsi, ed anzi, rischia persino di allargarsi, in tutto questo caos geopolitico possiamo individuare una situazione abbastanza positiva che potrebbe far ben sperare per le relazioni future.

Nessuno ne ha ancora parlato o l’ha sottolineato, ma l’ala più moderata del mondo islamico sembra essere sempre più distante dall’Iran e da Hamas, provando a portare avanti quelle relazioni con l’occidente che si stavano per formalizzare con gli accordi di Abramo.

All’inizio della guerra, tutti davano per scontato l’unione del mondo islamico contro Israele e l’occidente soprattutto dopo gli attacchi tra lo stato ebraico e l’Iran, vedendo questa guerra come quelle precedenti, ad esempio la guerra dei 6 giorni o la guerra del Kippur, dove gli stati islamici si erano alleati per combattere lo stato di Israele.

Invece, in sordina, il mondo arabo moderato sta cercando di portare a compimento, insieme agli USA, una pausa umanitaria se non addirittura il cessate il fuoco. Questo stretto rapporto di cui nessuno parla mostra come tutti tranne l’Iran vogliano una pace stabile in tutto il Medio Oriente. E come, soprattutto, il rapporto tra occidente e Medio Oriente stia lentamente volgendo verso la normalità, con sempre più intensi rapporti e dialoghi diplomatici.

Avere un’area stabile gioverebbe non solo all’occidente, in primis agli USA, che potrebbero disimpegnarsi dall’area, ma soprattutto per Israele e i paesi arabi stessi. Avere delle relazioni porta anche a creare degli scambi commerciali successivi, che potrebbero portare anche a relazioni di persone e servizi per poter far crescere l’area mediorientale. In questi anni in molti l’hanno capito, e stanno cercando di fare di tutto per non sprecare l’occasione. Speriamo solo che possano riuscirci.