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Da alcuni giorni non si sentiva parlare di “censura” o di “pericolo fascismo”… e quindi, a questo giro, è arrivato il dossier annuale sul livello della libertà di stampa nel mondo realizzato da Reporters Sans Frontières. Repubblica ha aperto oggi con un titolo forte ed emblematico “L’Italia arretra nella libertà”. Un qualunque lettore che legge questo titolo penserà “in Italia non c’è più libertà di stampa!”, ma la realtà dei fatti è ben diversa: il nostro Paese è passato dalla 41esima alla 46esima posizione, perdendo solo cinque posizioni.

Ma il tema non è che abbiamo perso cinque posizioni e quindi qualcuno potrebbe pensare di non montarci un caso nazionale a riguardo, ma i fatti interessanti a riguardo sono altri. Reporter Sans Frontières è un’organizzazione che di certo non potremmo definire politicamente al di sopra delle parti. Non siamo qui ad accusare questa organizzazione di essere di sinistra o chissà di cos’altro. Sono però legittimi alcuni dubbi. Poi, altro aspetto interessante è che in realtà queste classifiche trovano sempre il tempo che trovano nel momento in cui una delle nazioni che ha fatto del free speech il suo fondamento, vale a dire gli Stati Uniti d’America, è posizionata in questa classifica molto vicina all’Italia. Quindi, che dire… anche in America c’è il pericolo censura? Lasciamo a Reporters Sans Frontierès rispondere a questa domanda.

Un altro aspetto che fa sorridere è che proprio a Repubblica, pochissimi giorni fa, furono mandate al macero decine e decine di migliaia di copie perchè erano sgradite al loro editore, ossia a Elkann. Cos’avranno mai pensato i redattori di Repubblica nel momento in cui si sono visti il loro lavoro di un’intera giornata essere buttato via per un articoletto sgradito ai superiori. Normalità in un mercato libero e privato… ma pensate se fosse successo in un giornale vagamente consevatore.

Francesco Del Vigo, vicedirettore de Il Giornale, oggi a Cesena al Festival Malatestiano della Libertà
organizzato da Nazione Futura, ha commentato così la vicenda: “Queste classifiche sono una buffonata, una provocazione, ma soprattutto un insulto nei confronti dei paesi dove veramente la libertà e la
democrazia non vi sono” sottolineando che: “in Italia ci sono libertà, democrazia, libertà di informazione,
disinformazione e persino libertà di pubblicare classifiche senza criterio come questa, utilizzate per
scopi unicamente politici come una clava per colpire i governi non allineati”.

Ha ragione Del Vigo. E se in Italia la stampa non è libera, Reporters Sans Frontierès provi andarlo a dire nei paesi dove realmente la democrazia non esiste e vediamo che succede.