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GIOVANNI TOTI, PRESIDENTE REGIONE LIGURIA

Purtroppo ormai non ci dovremmo stupire, ma ogni volta il senso di dispiacere e sbigottimento è talmente tanto che veniamo comunque sorpresi. Siamo ad un mese dal voto per le europee, e quando si preannuncia l’ennesima batosta della sinistra, ecco che la giustizia colpisce proprio proprio un amministratore del centrodestra.

La vicenda Toti è arrivata sulle prime pagine dei giornali come una manna dal cielo; di sicuro aiuterà la campagna elettorale della sinistra, ma fatto ancora più importante per i giornali di sinistra il governatore ligure pare già condannato. I titoli dei giornali ovviamente devono attirare l’attenzione, ma alcuni oggi pregustano addirittura la Tangentopoli ligure, come a richiamare l’era più buia della storia italiana. Tra i giornali più a sinistra e la cassa di risonanza pentastellata, che fa pregustare un sistema di tangenti per tutti i partiti tranne quello amico, la sentenza di condannata è già arrivata. Mentre per il governatore Emiliano la cassa di risonanza è stata flebile, ora sembrano essere partiti gli squilli di tromba.

C’è, però, una cosa che non troviamo tra questi giornali, ed è quel garantismo che è fondamento della costituzione e del sistema giudiziario italiano ed occidentale. Di sicuro molte persone usano e abusano di questa parola, come per la moralità politica, che ormai la si pronuncia ma nessuno sa più cosa possa essere. In questo caso, come per Emiliano, un’indagine non è una condanna, quindi come sempre attendiamo che la giustizia possa appurare i fatti e possa pronunciarsi in merito, senza magari aspettare quattro anni di indagini sommati a cinque mesi durante i quali l’avviso di garanzia è rimasto nelle scrivanie.

In attesa di giudizio speriamo che i cittadini liguri possano continuare a servirsi del governatore regionale che hanno democraticamente scelto. Ovviamente ci auguriamo che se qualcuno ha sbagliato, paghi, ma ci chiediamo anche se per caso qualche persona coinvolta non dovesse essere responsabile delle accuse, ci
sarà qualcuno, magari tra giornalisti o procuratori, che pagherà per aver sbagliato ad accusare quelle persone?