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Una mattina alla (ri)scoperta dell’importanza delle istituzioni europee, ad un mese dal voto ed a distanza di 74 anni dalla storica Dichiarazione dell’allora Ministro degli Esteri Robert Schuman. L’aula Giulio Cesare del Campidoglio accoglie la Festa dell’Europa alla presenza di ospiti illustri e centinaia di studenti e giovanissimi, per cui la prossima tornata elettorale rappresenterà la prima esperienza alle urne (sono circa 20 milioni i nuovi elettori tra i Paesi membri del Vecchio Continente).

Ad introdurre i lavori Gianni Letta, Presidente della Fondazione Civita che ha ripercorso le tappe del processo di integrazione. Il Commissario Gentiloni, facendo eco al precedente excursus storico, ha ricordato che “nonostante gli anni di crisi alle spalle tutto sommato l’Europa è più forte di prima” ribadendo la lunga strada che attende l’Italia nel processo di attuazione degli investimenti del PNRR. Di diverso avviso rispetto all’ex Presidente del Consiglio Gentiloni (evidenziando le differenze ideologiche tra progressismo e conservatorismo) il Ministro degli Affari Europei Raffaele Fitto, che ha definito l’Italia “la punta di diamante della riuscita del Next Generation”.

Nel suo discorso, l’ex co-presidente del Gruppo ECR a Bruxelles ha evidenziato l’importanza degli Stati-nazione nel processo di integrazione, delle rispettive peculiarità e dell’importanza della valorizzazione di queste ultime per un’Unione che sappia fronteggiare le sfide del futuro nello scacchiere geopolitico con pragmatismo e consapevolezza.

A concludere gli interventi istituzionali e politici della sessione mattutina Roberto Gualtieri, che ha dialogato con gli studenti presenti. Il Sindaco di Roma, rivendicando l’importanza di un approccio riformista su digitalizzazione, infrastrutture e trasporti ha ricordato l’importanza del voto come dovere e diritto, perché non votare significa delegare il proprio futuro ad altri. Tra le priorità di Gualtieri figurano la lotta al cambiamento climatico, la riduzione delle disuguaglianze, la necessaria riaffermazione della partecipazione democratica in UE ed in Italia. In una realtà politica in cui l’astensionismo è protagonista assoluto sono numerose le associazioni ed i movimenti della società civile che si aggregano alla campagna “Use your vote” della Commissione Europea.

Dalla mobilitazione dello storico 20e30 ai movimenti giovanili dei partiti europei, dai giovani ambasciatori delle istituzioni europee finanche ai movimenti ambientalisti e animalisti (wwf young in primis e con il recente successo dell’evento “Natura chiama Europa”). L’8 ed il 9 giugno del 2024 le urne sanciranno chi prevarrà in uno storico referendum valoriale e la sensazione chiara e tangibile è che la festa dell’Europa abbia ufficialmente inaugurato quella che si prospetta una campagna elettorale infuocata. Nel Campidoglio in cui si firmarono gli Accordi di Roma, storico passo verso l’integrazione, comincia il percorso verso l’Unione che verrà.