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CORO DEI BAMBINI AGLI STATI GENERALI DELLA NATALITA'

Vi sarà sicuramente capitato, in questi giorni, di sentir parlare degli Stati Generali della Natalità, se non altro per le polemiche concernenti le proteste contro il ministro della famiglia Roccella. Ma esattamente in cosa consiste questo evento?

Gli Stati Generali della Natalità constano in una serie di dibattiti riguardanti la scottante tematica dell’andamento demografico in Italia, come sappiamo in drammatica diminuzione. Protagonisti di questa iniziativa sono personaggi di spicco della politica e non solo: dal ministro della famiglia Roccella, al ministro dell’economia Giorgetti, il quale ha rinunciato alla partecipazione in solidarietà alla Roccella, sino al Sindaco di Roma Gualtieri, oltre che svariati giornalisti, e infine, sicuramente l’ospite più atteso: Papa Francesco.

L’evento ha proprio come finalità quella di ricercare e proporre soluzioni per porre un argine al costante calo delle nascite in Italia: secondo i dati dell’Istat, infatti, si stima che nel 2050 per ogni 100 giovani gli anziani saranno più di 300, mentre le nascite, sempre nel 2050, caleranno fino a 350 mila nuovi nati. Dati estremamente preoccupanti.

Le tematiche oggetto di dibattito sono state innumerevoli: come migliorare le politiche del welfare per le famiglie, supporto all’accesso alle abitazioni per le giovani coppie e la ricerca di equilibrio tra vita lavorativa e vita familiare, soprattutto per le giovani donne. Tematiche che non possono e non devono
assolutamente essere divisive: “Per questo motivo è prioritario adottare misure economiche, fiscali e lavorative mirate, oltre a potenziare i servizi locali per la prima infanzia ed il caregiving, a sostenere le politiche abitative per le giovani coppie. È altresì essenziale promuovere un cambiamento culturale, dove le politiche familiari diventino parte integrante della strategia di sviluppo nazionale, anziché essere considerate solo un complemento delle politiche sociali. Gli Stati Generali della Natalità offrono un’importante opportunità per affrontare questa sfida, vitale per il presente e il futuro del Paese. In tal senso, la politica deve compiere uno sforzo rompendo gli schemi dei diritti acquisiti e del Patto di stabilità. L’Unione Europea deve assumersi la responsabilità di garantire maggiore flessibilità su ogni spesa per la natalità perché non si tratta di costi ma di investimenti per la sostenibilità ed il futuro del nostro Paese. Dopo le elezioni europee sarebbe importante una conferenza intergovernativa sulla denatalità per coinvolgere le istituzioni nella ricerca di soluzioni efficaci” ha affermato Adriano Bordignon,
Presidente del Forum delle Associazioni Familiari.

Le soluzioni proposte per la denatalità sono molte, prima tra tutte una “Agenzia per la Natalità”: “Non si tratta di fare l’elenco di quello che dovremmo fare: una fiscalità più equa, lavoro meno precario per i giovani, accesso alla prima casa per le giovani coppie, servizi per l’infanzia. Qui si tratta di inventare insieme il modo per concretizzare tutto questo”, dichiara il Presidente della Fondazione Natalità Gigi De Palo, il quale propone tale soluzione: “Creare un’Agenzia per la Natalità sulla falsa riga di quella giapponese, una struttura governativa ma neutra che possa concretamente affrontare questo tema, una struttura snella composta dalle forze migliori del Paese. L’obiettivo è quello che questa agenzia per i primi sei mesi possa ragionare e fare proposte, non a parole ma in maniera seria ed efficace per far ripartire le nascite in Italia”.

“Nelle prossime settimane ci attiveremo con i canali istituzionali per lavorare su questa proposta, che ci auguriamo possa essere discussa in Consiglio dei ministri entro la fine del 2024. Non possiamo attendere e aspettare i prossimi dati Istat che ci riporteranno dati drammatici sulla situazione”. Questa Agenzia “potrà essere il primo passo per trovare una soluzione e per dare realmente una risposta al Paese”, conclude ottimista De Palo. Serve coraggio, secondo Papa Francesco, per invertire questo trend di denatalità: “Mi rivolgo particolarmente ai giovani. So che per molti di voi il futuro può apparire inquietante, e che tra denatalità, guerre, pandemie e mutamenti climatici non è facile mantenere viva la speranza. Ma non arrendetevi, abbiate fiducia, perché il domani non è qualcosa di ineluttabile: lo costruiamo insieme, e in questo ‘insieme’ prima di tutto troviamo il Signore” ha concluso il Pontefice, con parole che speriamo conferiscano fiducia per un futuro più sereno.