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GABRIELE FAVA, PRESIDENTE DESIGNATO INPS

Con l’insediamento del Presidente Gabriele Fava e del nuovo Consiglio d’Amministrazione, il 18 aprile 2024 ha preso il via il nuovo corso dell’INPS.

Il Presidente Fava, avvocato e fondatore dello Studio legale Fava & Associati, da sempre impegnato a sostegno del Terzo settore, nominato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali (DPCM 19/12/2023), viene affiancato nella conduzione dell’Istituto da un Consiglio d’Amministrazione di quattro membri composto da: Micaela Gelera, esperta di welfare e già Commissario straordinario dell’INPS; Marialuisa Gnecchi, da dicembre 2019 a giugno 2023 già Vicepresidente dell’INPS e precedentemente Parlamentare della Repubblica e Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano e della Regione Autonoma del Trentino-Alto Adige; Antonio Di Matteo, più volte Assessore comunale, componente del CNEL e membro del CDA di Enpals, fino a marzo 2024 Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori; Fabio Vitale, Direttore regionale e Direttore centrale in Istituto e poi Direttore presso il MISE e attualmente all’AGEA.

Si completa la squadra dell’INPS, guidata dal Presidente Fava, con la nomina, da parte del Consiglio d’Amministrazione lo scorso 23 aprile, di Valeria Vittimberga a Direttore Generale dell’INPS, già Direttore Centrale Risorse strumentali e Centrale acquisti, la quale fonda le basi della sua azione manageriale su un solido curriculum di studi e su una lunga carriera nei ruoli dirigenziali.

“L’obiettivo principale del nuovo corso dell’INPS sarà quello di supportare la trasformazione del nostro sistema di welfare da difensivo a generativo, cioè da sistema di gestione pubblica delle risorse contributive e socio-assistenziali a sistema capace quindi di generare valore per la persona, affinché sia consapevole delle prospettive aperte lungo l’arco della sua vita attiva, dei diritti e delle prerogative che l’Istituto garantisce. Avvieremo da subito una grande campagna di ascolto con tutti gli stakeholder, interni ed esterni, con l’impegno di consolidare e migliorare il rapporto già esistente con le Pubbliche
amministrazioni, le parti sociali, le imprese e tutti i soggetti pubblici e privati che a diverso titolo interagiscono con l’Istituto nell’interesse dei beneficiari delle prestazioni previdenziali e di welfare. Al centro di questo progetto pongo le persone: i dipendenti dell’Istituto che rendono possibile l’erogazione dei servizi e a cui chiederò già domani, nella prima riunione con i Direttori, di condividere questa visione; gli utenti di tutti i servizi; i datori di lavoro pubblici e privati; i professionisti che intermediano le nostre funzioni e tutti coloro che a diverso titolo collaborano con l’INPS”, afferma Fava.

Secondo il Presidente Fava, ci aiuterà moltissimo l’intelligenza artificiale ed è per tale ragione che egli mira a un’App per le pensioni come quella della banca. “Faccio un esempio, tutti noi abbiamo l’app della banca e le banche gestiscono milioni di clienti e miliardi di euro. L’INPS, mutatis mutandis, sta facendo più o meno stessa cosa. Come con grande semplicità e facilità di navigazione io entro nella mia app della banca e vedo il mio conto corrente e i miei investimenti, così dovrò fare con l’app dell’INPS, che mi consentirà di vedere il mio stato pensionistico subito, facilmente e, con ulteriori gradi di affinamento di perfezionamento, anche simulazioni della mia posizione pensionistica. Questa l’opportunità che vorrei restituire a tutti i cittadini”. “Sarà un INPS al servizio dei cittadini: fruibile, veloce, affidabile”, afferma Fava. Assieme all’App, l’altra idea è una smart tv per gli anziani “per vedere da casa lo stato pensionistico e la sua evoluzione: servono strumenti facili e diretti”.

Inoltre, Fava sostiene di voler fare un roadshow tra scuole e università, in quanto “l’educazione previdenziale è fondamentale, occorre maturare presto una consapevolezza, prima che sia tardi”, e rivela di aver iniziato a lavorare a un portale unico, poiché “INPS deve garantire i diritti di tutti, soprattutto i più vulnerabili come giovani, donne, disabili, nuovi italiani”.