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FORZA DELL'ORDINE POLIZIA

Continua la lista di aggressioni alle forze dell’ordine che portano i sindacati a considerare che tutta questa violenza fisica “è Ia risultante di una politica di odio nei confronti della divisa”.

A sole 24 ore di distanza dall’episodio avvenuto a Milano, in cui un viceispettore di polizia 35enne è stato
accoltellato da un marocchino 37enne irregolare nei pressi della stazione di Lambrate, si è verificata
l’ennesima aggressione nei confronti delle forze dell’ordine. Ad essere coinvolto è un carabiniere, il quale
nella zona di Tor Tre Teste, alla periferia di Roma è stato vittima di un’aggressione da parte di due georgiani di 40 e 42 anni che, in seguito all’accaduto sono stati arrestati dai militari dell’Arma per resistenza a pubblico ufficiale.

La colluttazione è scoppiata dal momento in cui gli aggressori sono stati scoperti con dispositivo disturbatore di frequenze, utilizzato per i furti delle auto, dopo di che hanno cercato di ferire il carabiniere con un coltello a serramanico. Ritornando all’aggressioni di Milano, per fortuna il quadro clinico di Christian di Martino (il viceispettore ferito) non sembra essere grave e le sue condizioni sono stabili. Stando a quanto riporta LaPresse, i medici stanno accompagnando l’agente verso un graduale risveglio.

In tutto ciò, colpisce sempre di più l’ambiguità che la sinistra dimostra di fronte a questi casi. Fanno sempre fatica a condannare un episodio in cui le forze dell’ordine sono le vittime, specie se per mano di un immigrato. Mentre nel caso delle presunte aggressione nei confronti di alcuni studenti pro Palestina, non c’è stato un attimo di esitazione nel condannare le forze dell’ordine per fare il loro lavoro. Il segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia (Mosap), Fabio Conestà dichiara: “queste cose succedono perché non si ha rispetto delle divise. Chi la indossa deve fare da deterrente. Invece non è più così. E non certo per colpa degli agenti. Dopo le polemiche sulle manganellate di Firenze e Pisa, è passato il messaggio che chi sbaglia è la polizia. E ora chi sta in strada si sente non punibile”.

Il segretario provinciale del SAP di Milano, Massimiliano Pirola afferma quanto sia diventato intenso il clima contro le forze dell’ordine: “I fatti accaduti a Lambrate evidenziano quanto sia grave la situazione attuale. È la risultante di una politica di odio nei confronti della divisa, siamo costretti a operare in un clima di ostilità e intimidazione. Il nostro compito diventa molto arduo per i continui attacchi strumentali che subiamo”. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala si è accorto solo ora che gli irregolari vanno espulsi, ha scaricato la colpa al governo in merito all’accaduto: “Se c’è un provvedimento di espulsione, il dovere è eseguirlo – sostiene Sala – Altrimenti chi ci rimette sono le forze dell’ordine o i cittadini. Quindi in questo caso la responsabilità è chiara di chi è. Il numero delle forze dell’ordine a Milano – aggiunge Sala – non si sa mai perché, diciamo la verità, se qualcuno mi chiede quanti sono gli uomini e le donne della polizia locale che lavorano su Milano, io lo so dire, ma quando si parla di altre forze dell’ordine non si sa”.

Sembra un po’ strano sentire queste parole solo ora, visto che non ha esitato un minimo a mandare a processo Matteo Salvini per aver fermato lo stop di migranti irregolari, e per essersi opposto al Cpr di Via Corelli.