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Ieri è arrivata la sentenza da parte della Corte d’appello della messa ai domiciliari di Ilaria Salis. A darne notizia è stato direttamente il ministro degli esteri Antonio Tajani, che l’ha voluto comunicare in Parlamento.

Abbiamo sentito pochi applausi e ben pochi ringraziamenti provenire dai banchi parlamentari ma anche dal padre della Salis, lesto ad ammiccarsi i giornali e giornalisti ma di certo meno riconoscente verso le istituzioni. Noi invece vorremmo dire grazie per il lavoro svolto dal ministro e dalla Farnesina, per l’impegno che mettono nel cercare di risolvere tutte le difficili situazioni in cui si trovano i nostri concittadini. Al nostro ringraziamento, però, seguono alcune considerazioni di cui bisognerà tenere conto soprattuto in vista delle elezioni europee del 8-9 giugno.

La prima riguarda la scelta da parte della sinistra del martirio come mezzo sostitutivo alle idee per ottenere voti. Andare a governare, o per meglio dire cercare di influenzare le decisioni a livello europeo, sfruttando episodi di sicuro discutibili, non è la cosa migliore per guardare al futuro del continente, dove invece dovrebbe regnare lo scambio di idee e visioni. La seconda riguarda la candidatura della stessa Salis, irta a simbolo non solo del martirio, ma della poca libertà che ci sarebbe in Europa e soprattutto nell’est europeo, ci pone di fronte ad un quesito basilare. Data la scomparsa del motivo in sé della candidatura della Salis, ci chiediamo per cosa l’elettore dovrebbe votarla? Per le proprie idee o per i propri guai giudiziari?

La terza riguarda invece l’opposizione italiana, che all’ennesima prova di battaglia politica, si dimostra ancora una volta poco riconoscente verso l’avversario ed il governo. Attendiamo con ansia le prime battute della Salis in merito alle proprie idee che vorrebbe portare dentro il Parlamento Europeo. Se però le premesse sono quelle espresse anche dal padre, ci sembrano abbastanza scarne e prive di contenuto politico. La delegittimazione delle istituzioni sempre e comunque anche per tornaconto politico non fa bene a nessuno.