Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

Alle 11:00 di mattina di giovedì 16 maggio, in via Condotti, in pieno centro a Roma, una decina di attivisti, secondo quanto ricostruito 13 persone, di Ultima generazione hanno imbrattato con dei secchi pieni di vernice arancione le vetrine dei brand di lusso.

Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno interrotto la manifestazione e messo in sicurezza l’area, bloccando prontamente i responsabili, mentre turisti e passantihanno insultato gli attivisti, definendo la loro protesta un atto di “vandalismo”.

Qual è lo scopo di tale gesto? “Questi brand sono schiaffi in faccia alle persone povere e che fanno fatica ad arrivare a fine mese”, hanno affermato gli attivisti di Ultima Generazione. Commettendo questi atti, però, cosa si vuole dimostrare? Le proteste ci sono sempre state, ma non è manifestando in questa maniera che si promuove il cambiamento. Promuovere il rispetto per l’ambiente e il prossimo vuol dire poter permettersi di rovinare ciò che ci circonda? Gli interventi di ripristino saranno costosi e tante persone dovranno lavorare per rimuovere la vernice. 

Questi giovani non vantano di certo di una buona educazione, servono pene più severe per chi commette questi “atti vandalici” o, se minorenni, per chi ne fa le veci, per far sì che la smettano con queste assurde aggressioni ai danni dei luoghi pubblici.Purtroppo è in atto un progressivo indebolimento del processo educativo, molti genitori scambiano la flessibilità con possibilismo e concessivismo esagerati ed è proprio osservando quest’ultima azione di protesta che sembra necessario l’insegnamento dell’educazione, affinché questi giovani possano imparare a rispettare l’ambiente che li circonda e il prossimo.