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UNIVERSITA' ALDO MORO INTIFADA DELLE UNIVERSITA' CARTELLO FREE GAZA TENDE

Continuano le manifestazioni in tutta Italia dei comitati studenteschi Pro Palestina. Le proteste, partite nei campus americani, dove sono avvenuti scontri, sgomberi e già decine di arresti, si sono allargate al resto del mondo, in Europa e in particolare nel nostro Paese.

Il clima in Usa è diventato molto teso e la situazione sta diventando delicata anche in Italia. Le manifestazioni si sono accese in tutto il Paese, da nord a sud, parliamo di decine di Università, da Palermo a Torino, da Napoli a Venezia, passando per Roma, Pisa e Bologna. La movimentazione è diventata dunque di carattere nazionale. La settimana infatti è quella della Nakba, una ricorrenza storica soprattutto araba che ricorda l’esodo di decine di migliaia di palestinesi del 1948 durante la guerra arabo-israeliana. Il Ministro dell’Università Bernini e quello dell’Interno Piantedosi hanno avvertito di tenere alta l’attenzione per il rischio di infiltrazioni esterne a questo genere di manifestazioni, che possano produrre violenza strumentalizzando il dissenso dei giovani.

Le proteste si stanno svolgendo attraverso l’accampamento dei collettivi davanti le sedi universitarie o nei suoi cortili, con numerose tende dove gli attivisti trascorrono anche la notte. Numerosi anche i cortei che attraversano i centri città per poi riversarsi negli istituti. Oltre a questo, continuano i blitz, come quello avvenuto all’Università di Torino, dove un gruppo di manifestanti ha interrotto una riunione di Cda e l’istituto è stato occupato. Bandiere palestinesi, cartelloni e striscioni con scritto “Free Palestine”, megafoni che tuonano “Fuori Israele dall’Università”: tutto l’armamentario per la perfetta manifestazione per il cessate il fuoco, contro il sionismo, come lo chiamano loro, che sta violando i diritti umani internazionali.

La richiesta degli studenti è quella per la raggiungere un accordo di pace e la fine del conflitto, si parla apertamente di un genocidio portato avanti dallo Stato d’Israele e la richiesta al Governo di non inviare più armi o di finanziare il conflitto. D’altra parte, quella universitaria, si colpevolizzano i vari Senati Accademici di non rappresentare pienamente le volontà degli studenti e di dare poca voce alle istanze sul conflitto, i Rettori di non prendere posizioni pubbliche decise contro Israele e di negare il taglio di ogni forma di collaborazione con le Università italiane.

Il messaggio quindi è tanto chiaro quanto vergognoso: boicottare e isolare Israele, a tutti i livelli e con ogni mezzo.