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La settimana si apre con una notizia che sconvolge il panorama geopolitico: Ebrahim Raisi, il Presidente dell’Iran, è deceduto in un incidente in elicottero assieme al Ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir Abdollahian.

Numerose sono state le reazioni internazionali alla morte del leader persiano, prime fra tutte proprio quelle provenienti dal regime di Raisi, che ha proclamato cinque giorni di lutto nazionale: “Il percorso della politica estera dell’Iran non cambierà e continuerà sotto la guida del leader supremo Ali Khamenei” è stato dichiarato dal Consiglio strategico iraniano per le relazioni estere.

Messaggi di cordoglio giungono anche dalla Turchia, dove il leader turco Erdogan ha twittato: “Come Turchia siamo a fianco del nostro vicino Iran in questi momenti difficili e tristi, come già abbiamo fatto altre volte”, concludendo: “esprimo le mie più sentite condoglianze all’amico e fraterno popolo e governo iraniano, in particolare al leader religioso della Repubblica islamica dell’Iran, Ali Khamenei, e alle famiglie del suo onorevole presidente e delle altre persone decedute’’.

Costernati dall’improvviso lutto appaiono anche il Presidente russo Vladimir Putin e il suo omonimo cinese Xi Jinping : “Questa è una grande tragedia per il popolo iraniano, Raisi è stato un politico eccezionale, che ha dedicato tutta la vita al servizio della patria”, ha affermato Putin, continuando “Da vero amico della Russia ha dato un contributo personale allo sviluppo delle relazioni di buon vicinato”. Dalla Nato all’Italia e al Pakistan, dall’Egitto alla Siria , i leader mondiali non sono stati manchevoli nel porgere immediata solidarietà. Tra tutti spiccano anche i leader di Hamas e di Hezbollah, i quali hanno definito Raisi: “Un grande difensore della resistenza contro Israele”, oltre che gli Houthi yemeniti, i quali hanno definito Raisi un “collante per il mondo islamico”. Mentre gli USA per il momento tacciono, ci si domanda chi sarà l’uomo che prenderà le redini dell’Antico Impero persiano: le elezioni devono essere
indette entro i prossimi 50 giorni e i movimenti di rivolta interni sembrano essere alle porte.

Tra inquietanti e anti-occidentalistiche alleanze russo-cinesi e un crescente disordine in quell’area geopolitica, lo scenario internazionale appare in continuo divenire. Non ci resta che attendere e osservare le reazioni e le evoluzioni che ci aspettano.