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Si è tenuta questo fine settimana “VIVA24”, una conferenza di VOX, organizzata a Madrid, dove hanno partecipato numerosi esponenti della destra europea in vista delle prossime elezioni a Bruxelles. La Presidente dei Conservatori europei Giorgia Meloni ha partecipato con un videomessaggio di circa un quarto d’ora, interamente in spagnolo, ed è stata accolta con grandi applausi dagli ospiti presenti alla kermesse.

L’intervento della premier italiana è stato infatti uno dei più attesi e non ha deluso le aspettative, seppur i toni siano stati più istituzionali rispetto a quelli dell’“Yo soy Giorgia” La premier non ha usato il guanto di velluto nel giudicare la Legislatura europea 2019-2024 definendo l’orientamento politico caratterizzato da “priorità e strategie sbagliate”. Una stoccata alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, seppur senza nominarla direttamente. L’Europa sarebbe un “continente stanco e sottomesso” e continua “la sinistra europea sarebbe la principale causa di questo declino”. Inoltre ha sottolineato che l’Unione Europea è “un gigante burocratico che vuole regolare tutti gli aspetti della vita”, quindi che limita le libertà individuali dei propri cittadini, “mentre è incapace di avere una chiara visione geopolitica”, riferendosi all’aspetto del “nanismo politico”.

Toni decisi anche sul fronte immigrazione, in particolare sulla necessità di fermare i flussi clandestini attraverso la difesa comune dei confini europei. Durissima contro il Green Deal, il fanatismo ultraecologista e quella difesa dell’ambiente ideologico tipico della sinistra che vorrebbe limitare le libertà personali dei propri cittadini. Per Giorgia Meloni il fronte dei conservatori deve difendere la famiglia tradizionale, bloccare le teorie gender che entrano nelle scuole e la pratica dell’utero in affitto, segnalando inoltre l’importanza degli agricoltori che devono essere difesi da una concorrenza senza regole. Ha ricordato al pubblico in sala che per tutte queste battaglie “quando la storia chiama, la gente come noi non arretra”, un auspicio in vista della nuova maggioranza europea dopo il voto dell’8-9 giugno.

A Madrid, fra i numerosi ospiti internazionali sono intervenuti anche Orbán e il Presidente dell’Argentina Milei, accolto come una star. In prima fila invece era presente Marine Le Pen, figura centrale di Rassemblement National, partito tra i favoriti alle prossime elezioni francesi, e componente del gruppo ID Identità e Democrazia alleato in Italia con la Lega di Matteo Salvini.

L’intervento di Marine Le Pen ha confermato che ci sono “punti in comune” con la leader dell’ECR Giorgia
Meloni, aprendo di fatto a un’unione di centrodestra per estromettere finalmente i socialisti dalla maggioranza.