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BENJAMIN NETANYAHU PRIMO MINISTRO ISRAELE

Il procuratore capo della Corte penale internazionale ha chiesto al tribunale dell’Aja di emettere mandati di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant per “crimini di guerra e crimini contro l’umanità” nella Striscia di Gaza dall’8 ottobre 2023. 

Inoltre, ha anche chiesto di emettere mandati di arresto nei confronti dei leader di Hamas Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh e Diab Ibrahim Al Masri per “crimini di guerra e contro l’umanità” commessi in Israele dal 7 ottobre 2023.

Questa equiparazione tra politici israeliani e terroristi sta riscontrando enormi e molte perplessità in tutto il mondo. C’è chi si dice favorevole all’arresto perché quello che sta avvenendo è un genocidio, ormai diventato un mantra per i pro Palestina, e chi si dice contrario a tutto ciò.

Francamente siamo veramente al paradosso dei paradossi, e quello accaduto è alquanto sconcertante. Vogliamo continuare ad usare armi normali per combattere o risolvere le soluzioni nonostante lo stile di combattimento sia totalmente diverso dalle normali guerre.

Non viene più riconosciuto ad uno stato di potersi difendere, e soprattutto non si riconosce come le colpe di uno siano delle volte alleviate, o quantomeno attenuate, dal tipo di organizzazione dell’altro.

Invocare il rispetto di un diritto solo quando fa comodo è diventato lo sport internazionale per eccellenza.

E chiedere dei mandati di cattura senza nemmeno accertarsi dei fatti è veramente fuori da ogni logica dall’azione di una procura, che sia nazionale o internazionale. 

Mentre per l’Ucraina, i procuratori sono andati ad indagare e verificare se effettivamente ci siano stati dei crimini, a Gaza nessuno ovviamente può ancora mettere piede se non i pochi camion che riescono a portare dei vivere dentro la striscia.

Ed è indubbio che qualcosa sia successo e che i soldati potevano fare più attenzione in una situazione così complessa come quella in cui si trovano nella striscia.

Però, riteniamo che il diritto di difendersi debba essere sempre garantito, come quello di esistenza, che quasi nessuno stenta a riconoscere. Israele ha il diritto di esistere e ha fatto e continuerà a fare di tutto per fare ciò. Capire questo è di fondamentale importanza per affrontare qualsiasi discussione.