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ANTHONY BLINKEN, SEGRETARIO DI STATO USA, JENS STOLTENBERG, SEGRETARIO GENERALE NATO

Dopo l’autorizzazione da parte di Gran Bretagna, paesi baltici e Polonia, ecco che anche gli Stati Uniti prima e la Germania in queste ore hanno dato la loro approvazione all’utilizzo delle loro armi su suolo russo.

Secondo Politico, Joe Biden ha autorizzato Kiev a colpire con armi Usa, ma solo nell’area vicino a Kharkiv e non a lungo raggio, anche se la notizia è stata tenuta segreta. La decisione arriva mentre i ministri degli Esteri della Nato si ritrovano a Praga per fare il punto in vista sul summit di Washington, previsto a luglio.
Questa scelta lascia alquanto basiti, non solo per la segretezza con la quale è stata presa, ma soprattutto per le tempistiche. In seguito ai continui rimandi dell’approvazione del pacchetto armi da parte del congresso americano, ecco che, con una decisione alquanto rapida, è stata scelta una linea più interventista per cercare di riequilibrare le sorti della guerra in Ucraina.

È indubbio che gli ucraini debbano difendersi, e debbano farlo nelle migliori condizioni possibili. Ma era davvero necessario alzare così tanto l’asticella di uno scontro che per nessuno si preannuncia di breve soluzione? Queste autorizzazioni che avvengono nel corso di questi giorni sembrano mettere in stato
di allerta gli stati occidentali, provando a tastare il polso su un ulteriore allargamento del conflitto come lo sono state le numerose dichiarazioni fatte ad esempio dal presidente francese Macron e dal segretario della NATO Stoltenberg.

Ci chiediamo se questa sia la soluzione migliore, soprattutto pensando alla fase attuale del conflitto, che forse per gli ucraini si presenta come la più difficile dall’inizio del conflitto.