Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

GENERATE AI NOCCIOLE, NOCCIOLA, PIANTAGIONE, ALBERI, ALBERO, NOCCIOLI, NOCCIOLO, NOCCIOLETO

Oggi, 5 giugno, ricorre la giornata mondiale dell’ambiente, un evento per celebrare l’importanza della tutela e del rispetto della natura, delle sue risorse, e per incoraggiare un percorso di crescita orientato appunto alla sostenibilità. L’ambiente è un tema particolarmente a cuore alle nuove generazioni le quali esprimono forti preoccupazioni per i cambiamenti climatici e sentono quel tema molto centrale per la vita di tutti noi.

L’ambiente o, per meglio dire, l’ambientalismo è diventato un tema centrale per la sinistra soprattutto progressista, che in questi anni ha trasformato la tutela della natura in una lotta ideologica alimentando delle vere e proprie follie ecologiste. Sono noti a tutti i blitz degli eco-teppisti che imbrattano monumenti od opere d’arte per accendere i riflettori su questo tema con toni catastrofisti, oppure dei gruppetti che organizzano sit-in bloccando le strade nei centri urbani e creando gravi disagi agli automobilisti. Questi tipi di movimenti, talvolta estremisti, si nutrono di un scientismo radicale spesso imbevuto di fake news, usando un approccio ideologico progressista che si mette di traverso a qualsiasi iniziativa di sviluppo perché ritenuta dannosa per l’ambiente. Chi non la pensa come loro viene etichettato come negazionista climatico.

L’idea è quella del “no a tutto”, della decrescita felice, per poi puntualmente vederli protestare quando in Italia manca il lavoro. Si arriva perfino a criminalizzare l’essere umano perché presunto responsabile della distruzione dell’ambiente e a proporre interventi drastici come i controlli delle nascite o lo scoraggiamento delle stesse. A livello europeo, invece, sono celebri le normative green che tentano di calare dall’alto l’agenda per un futuro sostenibile. I casi più noti sono sicuramente la direttiva sulla casa che in una prima proposta voleva imporre ai cittadini europei di adeguare le abitazioni a determinati standard energetici, pena il divieto di poter vendere o affittare l’immobile, oppure la spinta a dover aumentare la classe energetica della propria abitazione, una vera e propria tassa nascosta a spese dei cittadini.

Altro caso è quello della transizione energetica e delle auto elettriche, con la proposta di stop alla vendita di auto a diesel e benzina, salvo ovviamente omettere che questo tipo di transizione sarebbe tecnicamente quasi infattibile nei tempi prefissati. Una prospettiva che vada oltre i toni apocalittici della sinistra progressista o le assurde direttive dell’Unione Europea dev’essere delineata da un centrodestra che filtri slogan e approcci dogmatici per convergere su una proposta di reale crescita e sviluppo economico sostenibile. L’importanza di mettere al centro l’uomo e non di demonizzarlo, liberare famiglie e imprese, soprattutto le PMI italiane, da tasse etiche e dalla iper regolamentazione dei settori produttivi per “salvare l’ambiente”, che si continui a produrre e prosperare con un occhio attento all’inquinamento e all’impatto ambientale, oppure che si favorisca il localismo della produzione (alimentare e non) a discapito delle importazioni (quando non necessaria) da paesi dall’altra parte del mondo.

Il “no a tutto” e la decrescita (infelice), gli eco–teppisti e le ecofollie non sono la soluzione ne l’orizzonte auspicabile per il nostro pianeta. Il conservatorismo ambientale deve avere un ruolo di primo piano per proporsi come valida alternativa nel prossimo orizzonte politico europeo.