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GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Non ci sono dubbi, non ci sono interpretazioni alternative rispetto a quello che è senza ogni ombra di dubbio un giorno storico per l’Italia e per l’Europa. I cittadini europei hanno emesso un verdetto chiaro, netto, incontrovertibile: no all’utopia, si al realismo politico. Si allo Stato Nazionale, no agli Stati Uniti d’Europa; No al Green deal, si al disel e alla benzina; no all’immigrazione irregolare, si al controllo dei confini. 

In un colpo solo con l’arma più potente che il cittadino possiede, quello del voto, sono stati cancellati i vagheggiamenti e le fantasie di molti che in questi ultimi mesi sono state vendute come verità assolute. Ma il bello della democrazia è questo che poi alla fine si arriva a redde rationem e le chiacchiere restano chiacchiere e i voti, quelli veri, stabiliscono gli equilibri.

L’Europa ha scelto la destra, e ha bocciato le sinistre e anche quei centrismi ibridi che sotto la sigla macroniana negli ultimi  tempi hanno propagandato teorie antistoriche e prive di una connessione con la realtà.

Alla fine della giostra l’unico leader europeo, l’unico Premier ad uscire rafforzato dal voto è Giorgia Meloni che avanza con Fratelli d’Italia e vede rafforzarsi il blocco dei partiti di governo in Italia e a una crescita dei Conservatori europei. Ed ora potrà sedere al G7 e al Consiglio Europeo da una pozione di forza, contrariamente agli sconfitti Macron e Scholz.  

Il voto ha rafforzato l’Italia e il suo governo, e in un certo senso ha confermato quello che dicevamo, l’alternativa al duopolio è possibile, ma ora più che mai è una questione di volontà. Se infatti è vero come molti analisti fanno notare che la maggioranza “Ursula” esiste, allo stesso tempo è anche vero che se la politica è tale non può non tenere conto della chiara volontà espressa dai cittadini. 

Quindi la responsabilità in capo ai Capi di governo nel Consiglio ma anche alla leadership dei popolari – confermati primo partito – deve essere quella di dimostrare che l’opinione dei cittadini conta, e che per quanto i numeri possano pur esserci, la maggioranza “Ursula” come fino ad oggi l’abbiamo conosciuta è stata bocciata, come bocciate sonoramente sono state tutte le ricette dei socialisti e dei verdi, un chiaro segnale che deve portare alla cancellazione dei “Green deal” come disegnato da Timmermans e dai suoi sodali, ivi compresi quelli nostrani. 

Ma al di là di tutte le giuste, doverose e legittime analisi dei dati elettorali e sulle ripercussioni sugli scenari politici, possiamo affermare con assoluta sicurezza che il vero vincitore di queste elezioni europee è lo Stato Nazionale – smentendo ogni profezia europeista e ogni vaticinio dei saccenti – a cui gli elettori hanno voluto ribadire la loro ferma e assoluta fedeltà. Ha vinto l’Europa delle Patrie, dei valori, ha perso l’Europa apolide e multiculturale, che rifiuta il proprio spirito e rinnega la propria anima.