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Sempre in controtendenza, il noto giornalista Nicola Porro rivela, nella sua ultima novità editoriale, la grande bugia verde, ovvero come “gli scienziati smontano, con dati reali, i dogmi dell’allarmismo climatico”. Presentiamo il libro ancora fresco di stampa. un vero e proprio bagno di realtà, supportato da
ricerche approfondite sulle tanto dibattute questioni del green e della sostenibilità.

I ghiacci artici si stanno riducendo? Falso. Il numero dei morti a causa dei disastri naturali è in crescita? Falso. I dati indicano un aumento dei fenomeni estremi? Falso. Le previsioni annunciano una qualche catastrofe planetaria nel prossimo futuro? Falso. Alla base di queste idee errate, e tuttavia molto diffuse, vi è un utilizzo arbitrario e strumentale della scienza da parte della propaganda green, che punta il dito contro l’uomo occidentale e il suo modello di sviluppo, presunti colpevoli del cambiamento climatico. Nicola Porro raccoglie le ricerche di alcuni autorevoli specialisti tra fisici, geologi, climatologi, meteorologi, nonché economisti e ingegneri, mostrando che gli esperti non sono affatto unanimi nella valutazione del cambiamento climatico, soprattutto a riguardo del ruolo e dell’influenza dell’uomo. Una cosa è l’inquinamento, altra il cambiamento del clima, che avviene periodicamente in natura nel corso del tempo.

Inoltre, non si confonda la meteorologia, che è una scienza probabilistica, la cui attendibilità è limitata a pochi giorni, con il climatismo. Quest’ultimo studia i cambiamenti climatici delle ere passate e difficilmente si azzarda a fare previsioni perché sarebbero a rischio errore molto di più della stessa meteorologia, dato che dovrebbe spingersi molto in avanti nel tempo. Coloro che si avventurano in queste predizioni si avvalgono di modelli climatologici che considerano l’uomo e la natura come aggregazioni algebriche di numeri che vengono poi elaborati sottoforma di algoritmi. Tuttavia, questa è una lettura riduttiva della realtà, che conduce a risultati contraddittori e imprecisi. Come sottolinea lo scienziato Uberto Crescenti, professore emerito di geologia applicata presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, già Rettore del suo ateneo nonché Presidente della Società Geologica Italiana, l’impatto antropico sul cambiamento climatico è una delle menzogne scientifiche più grandi della storia e documenta questa sua affermazione con studi che dimostrano l’assoluta decorrelazione tra l’aumento delle emissioni di CO 2 e l’aumento delle temperature.

Il libro è suddiviso in tre parti. La prima confuta la responsabilità dell’uomo sul cambiamento del clima, dimostrando l’irrilevanza delle attività umane su di esso e, viceversa, il grave impatto che avrebbero fenomeni naturali quali l’eruttazione di un vulcano o l’irraggiamento solare. La seconda parte confuta
la tesi secondo la quale oggi si verificherebbero eventi naturali estremi, quali ad esempio, gli uragani e la siccità, come se in passato questi fenomeni non si fossero mai presentati. La terza parte mette in luce il costo gravoso di questa vicenda e i fortissimi interessi in gioco. Si dà voce a dieci scienziati che parlano fondandosi su dati precisi. Tutto ciò che viene asserito è supportato da evidenze scientifiche basate su studi rigorosi, riportati scrupolosamente nella bibliografia, per chi volesse approfondire la materia e controllare le fonti. Questa è una grande nota distintiva del libro di Porro.

Gli scienziati anti-catastrofisti sono infatti stati allontanati dai media e messi a tacere perché oramai il green è l’oro verde: il mercato mondiale della CO 2 è gestito dall’alta finanza che manovra enormi fondi di denaro. Schierarsi contro la cosiddetta transizione ecologica, non a caso sostenuta da una certa parte
politica, significa schierarsi contro i poteri forti in una battaglia difficile e delicata, ma indispensabile perché ciò che si vuole veramente affossare è il modello liberale che ha reso grande e prospero il Mondo Occidentale. La posta in gioco è molto alta: si tratta di salvare il nostro modello di sviluppo economico-sociale e la nostra libertà.

“La grande bugia verde” rompe quindi l’uniformità del pensiero unico del mainstream per dare finalmente voce a quegli scienziati che, con le loro ricerche, ragionano sui dati e forniscono risultati scientifici indipendenti dalle mode e dagli interessi di parte. Il testo offre dunque l’opportunità di riflettere in modo documentato e senza pregiudizi su un tema di grande attualità, che ha un forte impatto sulla vita quotidiana di tutti noi.