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CAMERA, AULA, DISCUSSIONE SULL'AUTONOMIA DIFFERENZIATA

Giornata storica per l’Italia: l’autonomia differenziata finalmente è Legge. Dopo una lunga maratona notturna, la Camera dei Deputati ha dato il via libera al Ddl che apre una nuova stagione per la nostra Nazione. Ci si può finalmente muovere sulla linea del principio di sussidiarietà e di decentramento amministrativo, affinché le scelte siano prese al livello più vicino ai problemi reali e al cittadino, valorizzando in questo modo il territorio.

Questa riforma spinge sull’efficientamento dell’apparato pubblico, evitando inutili sprechi e rendendolo maggiormente responsabile e consapevole del proprio operato. La Regione del Veneto, attraverso anche le dichiarazioni del Governatore Luca Zaia è in grande festa. Il referendum infatti è stato tentato diverse volte ma solo nel 2017 i cittadini hanno potuto esprimersi con un referendum consultativo valido. Il referendum, oltre ad aver superato abbondantemente il quorum, cosa per nulla scontata, ha dato come esito percentuali bulgare: oltre il 98% dei votanti si è espresso a favore. Il voto dunque ha avuto un consenso da parte degli elettori di tipo trasversale, non legato solamente al centrodestra. In piazza invece è scesa la sinistra, contraria alle riforme, per la quale l’autonomia differenziata spaccherebbe l’Italia. Vedremo allore alle prossime tornate elettorali della Regione Veneto cosa diranno gli esponenti del
PD ai propri elettori per quanto riguarda l’autonomia.

La riforma cavallo di battaglia della Lega, è stata resa possibile solo grazie al Governo Meloni. Prima di questo infatti la Lega non era riuscita a portare avanti i lavori, nonostante fosse stata al Governo prima coi 5Stelle e poi col Governo Draghi. Molti leghisti infatti erano molto diffidenti nei confronti di Fratelli d’Italia ritenendolo un partito centralista e romanocentrico, che difficilmente avrebbe acconsentito a questo genere di legge.

Proprio ieri, inoltre, è avvenuto l’ok dal Senato alla riforma sul Premierato, un’altra riforma storica che darà la possibilità ai cittadini di decidere direttamente il nome del Primo Ministro; con l’elezione diretta infatti sarà possibile scegliere chi governare e mettere freno ai giochi di palazzo che hanno portato al Governo anche chi non è mai passato per le urne, quindi sottoposto al giudizio popolare. In questo modo l’Italia avrà la garanzia della stabilità del Governo: la durata media infatti storicamente è molto breve.

Giorgia Meloni mantiene dunque un’altra delle sue promesse elettorali e ridisegna l’architettura dello Stato attraverso due riforme orientate all’efficienza e efficacia dell’azione amministrativa.