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Una delle immagini emblematiche dell’ultimo G7 svoltosi nella splendida cornice di Borgo Egnazia
è stata la foto ufficiale dei leader intervenuti che spiega plasticamente quali sono gli equilibri attuali del mondo occidentale in questa seconda parte del 2024.

Accanto al nostro Presidente del Consiglio, uscito vincitore in maniera netta dalle ultime elezioni Europee con più di 2 milioni di preferenze personali, c’erano ben 4 anatre zoppe che a breve termine potrebbero perdere non solo il favore del proprio popolo, ma il potere tout court. Infatti vicino a Giorgia Meloni e a Justin Trudeau, che affronterà le prossime elezioni nel 2025, stavano un Joe Biden che sta per affrontare una durissima sfida elettorale e che non sembra fisicamente pronto a sostenere un altro mandato; c’é Fumio Kishida, Premier del Giappone che non più di due mesi fa ha perso i tre seggi a disposizione nelle elezioni supplettive, il PM Sunak che a breve affronterà a sua volta le legislative e dovrà fronteggiare un drastico calo di consensi previsto dai sondaggi, ma soprattutto un avversario laburista sempre più schierato a sinistra. Poi c’era il cancelliere Scholz alla prese con un forte sbandamento del suo SPD che è perfino riuscito nell’impresa di far diventare AFD il terzo partito in Germania affiancato dal Presidente Macron, “Monsieur Ni Ni” che, nella grande crisi economica che sta attraversando la Francia, pensa di poter regnare senza avere un forte programma alle spalle e cercando con le prossime legislative, organizzate in fretta e furia, di logorare la destra pensando di continuare a tirare i fili dal palazzo dell’Eliseo.

Ora, in questi giorni, tutti i giornali ostili al nostro governo (ma ricchi di citazioni per il neocavaliere delle arti della Repubblica Francese Cav. Scurati), hanno cercato di sponsorizzare la ricerca di un accordo tra Macron e Scholz che potesse abilmente trascurare la volontà dei popoli europei, ma sembra che tale disegno sia destinato a fallire, proprio grazie al forte appoggio popolare che Giorgia Meloni si è assicurata in patria, che, ricordiamo, essere uno dei Paesi fondatori della UE.

I prossimi cinque mesi saranno sicuramente densi di novità, il nostro auspicio è che l’Europa torni ad essere e ad avere un progetto liberal-conservatore che possa costituire una sicurezza per garantire eventuali problematiche che scaturiranno dalle prossime elezioni americane, polarizzate con non mai.