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Il primo dato che salta all’occhio alle ore 20 di domenica 30 giugno 2024 è che oltre il 60% dei francesi si è presentato alle urne. Si tratta del dato maggiore degli ultimi anni, segno che il popolo francese ha capito l’importanza di questa tornata elettorale.

Alle 20:30 poi si sono presentati sul palco i leader dei partiti vincitori. Marine Le Pen aveva anticipato tutti alle 20:10 con un discorso molto politico, ma tutto sommato cauto. Il vero vincitore ovverosia Jordan Bardella, alle 20:30, ha arringato la folla dei militanti di RN con un discorso forte, autocandidandosi al ruolo di primo ministro declinando dal palco il suo programma basato su sicurezza, economia e immigrazione, sottolineando con decisione sul finale il totale rispetto delle istituzioni della Quinta Repubblica.

A differenza di RN, Jean-Luc Melenchon del Front Populaire ha utilizzato toni da guerra civile, defininendo la sua strategia politica per i ballottagi del 7 luglio un barrage, una barriera contro la destra, a suo dire nemica della Francia. Accanto a lui sul palco una militante con la keffiah palestinese. Immagine forte e chiara, tanto che perfino Francois Beyrou durante il dibattito in diretta su TF1 ha sottolineato il chiaro messaggio minaccioso destinato ai francesi di religione ebraica. Su France 2, invece, il ministro della giustizia uscente M. Dupont-Moretti ha continuato il dibattito pubblico con toni da guerra civile.

I dati però sono chiari. La Francia vuole un forte cambiamento e ha indicato una maggioranza che nella persona di Jordan Bardella possa tallonare Macron, soprattutto in vista di vedersi riconosiuto uno status pienamente istituzionale all’appuntamento delle prossime elezioni presidenziali. Lo scenario sembra chiaro e anche se i ballottaggi sono sempre rischiosi, i francesi sembrano consapevoli del momento storico. Quello che è certo è che il clima resta alquanto rovente.