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Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. I risultati al primo turno delle elezioni in Francia sono chiari, così come chiari sono stati i risultati delle elezioni europee. E se vogliamo aggiungerne un’altra, evidente è stato l’esito del dibattito Trump-Biden di pochi giorni fa. C’è un filo rosso, un fil rouge, eppure sembra che buona parte della sinistra francese, europea, statunitense non lo voglia cogliere. Preferisce stare nella Ztl. 

Demonizzare le scelte dei cittadini, parlare di onda nera, di pericolo estremista, incolpare senza mai realmente chiedersi quali sono le cause è un atteggiamento da nobile settecentesco arroccato nel suo castello, che vive di rendita senza mai chiedersi come, fuori, la gente si procura il pane.

Tanti sono i temi che spiegano il perché la sinistra abbia perso la presa, tra tutti forse l’immigrazione incontrollata. Sia negli Stati Uniti che in Francia – e in generale in molti Paesi europei – le periferie, le campagne, sono state lasciate a sé stesse, e di fatto né i democratici né Macron hanno una chiara visione di come arginare il problema. Siamo tutti a favore dell’integrazione, di dare opportunità a coloro che vengono nel nostro Paese per poter costruire una vita diversa. 

Per decenni, dal salotto in centro, la sinistra ha raccontato che gli immigrati sono fondamentali per l’economia, indispensabili in molti settori – tutto vero e aggiungiamo pure che avremo sempre più bisogno di immigrati qualificati in futuro vista la pesante decrescita demografica che l’Occidente sta registrando. Eppure, nelle periferie dove vive la classe operaia, la sinistra ha scordato di bussare alla porta.

Qui avrebbe trovato una verità amara, avrebbe forse capito che l’integrazione non è semplice. Che vi è un’immigrazione incontrollata che mina costantemente la vita e la sicurezza dei cittadini, che si ritrovano a vivere in case popolari dove non vige la legge dello Stato ma la legge dello spacciatore. Dove, alle violenze evidenti, i Governi progressisti non hanno saputo dare risposte. O meglio, hanno fornito alibi statistici, dando del razzista a chi chiedeva semplicemente più sicurezza. 

Le eccezioni ci sono sempre, chiaro, ma questo è uno dei tanti motivi per cui la destra, quella più sociale, è emersa così dirompente. E non è un giocare, come alcuni dicono, sulle paure della gente, perché il problema dell’immigrazione, così come quello della disoccupazione, e molti altri sono fatti quotidiani concreti. 

Oggi, il messaggio che emerge dal voto democratico in Europa è che serve un cambio di passo. Un messaggio che però, a giudicare dalle nomine in corso, non pare affatto sia stato percepito. In Francia vedremo l’esito del secondo turno, ma anche qui il messaggio è già molto evidente. Negli Stati Uniti forse qualcuno sostituirà Biden, o forse il Presidente uscente porterà fino in fondo la sua campagna elettorale. Eppure, come era chiaro già quattro anni fa, l’America è sempre più divisa in due. E non possiamo certo dire che metà dei suoi cittadini sono pericolosi yankee o gangster.