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BRITISH AIRWAYS BOEING 747 LONDON HEATHROW

Gli ambientalisti ormai ci stanno abituando a qualsiasi genere di sciocchezza, dal blocco delle strade nei centri urbani, impedendo alle persone di andare a lavoro, all’imbrattamento di opere d’arte o di monumenti di interesse nazionale. Ogni scusa è buona per questi ecovandali pur di aver un minuto di celebrità e canalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla, a loro modo di vedere, fine del mondo che sarebbe dietro l’angolo.

Con la scusa del clima, con i soliti toni apocalittici, pare si stia normalizzando qualsiasi attività teppistica. Cosa succeda poi ai responsabili di queste azioni non è ben chiaro, ma l’impressione è che la punizione non sia sempre commisurata alla gravità di questi gesti. Giovedì scorso però in Inghilterra è avvenuto un maxi arresto che, a memoria, rientra in una delle operazioni più importanti da parte delle forze dell’ordine compiuta negli ultimi anni, di cui in Italia si è parlato pochissimo.

Uno dei principali gruppi ambientalisti inglesi, denominato “Just Stop Oil”, è stato coinvolto tramite dei suoi attivisti in una maxi retata. Il gruppo ambientalista è salito agli onori della cronaca, solo per riportare un paio di esempi recenti, per aver imbrattato una delle icone del patrimonio culturale inglese, Stonehenge, e sporcato un jet privato con le bombolette spray. Ma questa volta è andata in maniera differente.

Giovedì scorso infatti, durante un “Just Oil Meeting” a Londra Est, è avvenuto l’arresto di diversi attivisti; nel video che circola nei social si fa riferimento alla seguente accusa “which makes it illegal to conspire to disrupt national infrastructure projects”. Diversi inoltre sono stati gli arresti anche presso i domicili degli attivisti. L’accusa infatti sarebbe quella di aver elaborato un piano per fermare i flussi degli aeroporti questa estate e gettarli nel caos generale; un problema non solo nella gestione dei flussi di persone e delle merci, ma anche in termini di sicurezza. La Polizia inglese ha usato dunque la linea dura e ha bloccato sul nascere le proteste: la maxi retata ha portato all’arresto totale di 27 ecoattivisti.

Ci si domanda allora per quanto ancora si debba sopportare questo genere di manifestazioni di chi, investito da una missione messianica, si sente in dovere di fare il bello e il cattivo tempo pur di affermare le proprie ragioni. Speriamo che la polizia inglese, attraverso questa operazione, sia da esempio internazionale per contrastare questi ecoteppisti in maniera decisa.