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GIANCARLO GIORGETTI MINISTRO ECONOMIA

Ieri a Roma si è tenuta l’importante assemblea dell’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, dove il Ministro dell’economia e delle finanze Giorgetti ha fatto un quadro della situazione economia italiana, vista anche la chiusura del primo semestre (e ovviamente del secondo trimestre).

Il quadro rappresentato da Giancarlo Giorgetti è positivo e rassicurante, conferma infatti l'”ottima tenuta” dell’economia italianam nonostante le turbolenze internazionali e il forte clima di incertezza geopolitica, e un +0,3% del PIL nel secondo trimestre. Le previsioni sono quelle di un aumento del PIL dell’1% per il 2024, per questi motivi il ministro ha confermato che all’Italia “non serve una manovra lacrime e sangue” per ridurre il debito, ma è necessario monitorare e tenere sotto controllo la spesa pubblica da una parte, e il gettito fiscale dall’altra, con un efficientamento di quest’ultimo senza però aumentare la pressione fiscale. Parole che suonano come musica per un Paese che dal 2008/2009, a seguito della crisi economica, e successivamente con i governi tecnici, ha trovato nel “stringere la cinghia” e fare dei sacrifici l’unica ricetta possibile per mettere in ordine i conti pubblici.

La direzione del governo dunque è chiara, come dichiarato da Giorgia Meloni all’inizio del mandato. Il punto di partenza del “non disturbare chi vuole lavorare e chi vuole produrre ricchezza” sembra raccogliere gradualmente i suoi frutti. Per quanto riguarda l’occupazione, infatti, si registrano valori massimi, anche per l’effetto della modifica del Reddito di Cittadinanza; inoltre il principio più volte espresso dalla premier del “più assumi meno paghi” si è tradotto in una maxi deduzione fiscale del 120%, che passa al 130% in casi specifici, per le imprese che assumono dipendenti a tempo indeterminato. Importante anche l’aumento in questi giorni alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate di quasi 200 euro in busta paga.

Per quanto riguarda il divario di produzione tra Nord e Sud, è emerso sempre di recente un dato di assoluto rilievo e confortante: il PIL del Sud ha registrato un aumento del 1,3% rispetto la media nazionale. La riforma storica dell’autonomia, sul quale il campo largo (o “campo santo”, cit. Tommaso Foti, capogruppo FDI all Camera)sta facendo battaglia ma ha la memoria corta rispetto a quando era in favore della stessa. Anche questa è una riforma che guarda a una precisa direzione: efficientamento delle risorse a livello locale e maggiore responsabilità sui risultati conseguiti.

Dal Reddito di cittadinanza e il bonus 110%, che hanno creato crateri nelle casse pubbliche, c’è stato un vero cambio di paradigma rispetto alla direzione dell’economia italiana, che si fonda sul lavoro e produzione di ricchezza anziché sulla mera redistribuzione e l’assistenzialismo.