La seguente riflessione è a cura di Márk Vargha. Autore, si è laureato in giurisprudenza presso l’Università Eötvös Loránd (ELTE) di Budapest, ma ha anche una laurea in consulenza comunicazione politica e in sviluppo regionale digitale. Ha lavorato in diversi ministeri, in un think tank e in un’azienda statale prima di entrare a far parte del team dell’ l’Istituto per la strategia energetica di Budapest nel novembre 2023, dove è responsabile del dipartimento di politica pubblica.
Per chi è abituato alla cultura giuridica occidentale, il riconoscimento del diritto della natura può sembrare bizzarro, o almeno strano, all’inizio.
Tuttavia, tali diritti hanno fatto parte del diritto consuetudinario in molte comunità indigene nel mondo per secoli.
Queste comunità credono che, se qualcosa esiste, il suo riconoscimento legale sia una conseguenza naturale.
Questa prospettiva ha iniziato a emergere anche in Europa e, spinta dai movimenti ambientalisti, sfida la legislazione antropocentrica tradizionale, in particolare negli ex stati colonizzatori.
Un esempio da manuale di questo fenomeno è il caso di Mar Menor, che ha implicazioni significative.
Mar Menor, la più grande laguna d’acqua salata d’Europa, si trova sulla costa sud-orientale della Spagna, nella regione di Murcia.
Una barra di sabbia separa la sua area di 135 chilometri quadrati dal Mar Mediterraneo, rendendo le sue acque calde e poco profonde, e le sue spiagge attraenti per i turisti.
La sua posizione unica offre anche un habitat per numerosi pesci, cavallucci marini e l’anguilla europea in pericolo.
Tuttavia, la sua fauna speciale soffriva del regolare deflusso di fertilizzanti provenienti dalle fattorie vicine.
Questo deflusso ha causato l’acqua torbida a causa delle fioriture alghe, pesci morti che sono stati spiaggiati in gran numero e la scomparsa di una popolazione locale di una specie di molluschi.
Il fetore di decadenza causò un crollo dei prezzi delle proprietà, i turisti alla larga e gli abitanti si arrabbiarono.
Nel 2019, oltre 50.000 persone hanno marciato nella vicina Cartagena per protestare contro la distruzione.
A seguito delle proteste, il governo spagnolo ha approvato 20 milioni di euro di finanziamenti per migliorare la gestione delle risorse idriche nelle città vicine al Mar Menor, nell’ambito di un piano di restauro della laguna.
A questo è seguito un’iniziativa cittadina che ha raccolto circa 640.000 firme e ha preso di mira un’area di 1.600 chilometri quadrati che copre la laguna e le coste circostanti.
La conseguente Legge Mar Menor è stata promulgata dal re Filippo VI il 30 settembre 2022 ed è entrata in vigore lo stesso giorno.
Il Preambolo della Legge
Il preambolo della legge fornisce una descrizione dettagliata dell’unità geografica e dei suoi valori ambientali, e osserva che ” tutto ciò che riguarda i suoi valori ambientali, il Mar Menor è uno degli elementi principali costitutivi dell’identità culturale della Regione di Murcia e suscita un forte legame emotivo in tutti gli abitanti della Regione di Murcia.’ La legge mira a ‘conferire personalità giuridica all’ecosistema della laguna del Mar Menor al fine di conferirgli, come oggetto di diritto, i propri diritti, sulla base del suo valore ecologico intrinseco e della solidarietà intergenerazionale, garantendone così la conservazione per le generazioni future”.
Il legislatore afferma inoltre: ‘Il riconoscimento dei diritti dell’ecosistema della laguna del Mar Menor e del suo bacino significa rispettare i nostri impegni internazionali, come l’Accordo di Parigi sul Cambiamento Climatico del 2015, e soddisfare le esigenze del nuovo periodo geologico in cui il nostro pianeta è entrato, l’Antropocene.
Nel XXI secolo, i gravi danni ecologici causati dal modello di sviluppo umano ci costringono ad ampliare la nostra responsabilità di prendersi cura dell’ambiente.
Concedere diritti all’entità naturale del Mar Menor, allo stesso tempo, rafforza ed estende i diritti delle persone che vivono nell’area della laguna, minacciate dal degrado ecologico: i cosiddetti diritti bioculturali”.
Si riferisce anche a una sentenza della Seconda Camera della Corte Suprema spagnola, 30 novembre 1990, n. 3851/1990, in cui ‘il legame tra l’ambiente naturale e i diritti fondamentali alla vita e alla salute delle persone è stato chiarito, e si riferisce espressamente all’essere umano come parte integrante della natura e non come un essere destinato a dominarla per usarla esclusivamente al suo servizio.’
Le disposizioni della legge
L’articolo 1 dichiara la personalità giuridica della laguna del Mar Menor e del suo bacino e specifica le esatte aree geografiche a cui si applica.
L’articolo 2 stabilisce che: “Mar Menor e il suo bacino saranno riconosciuti come entità giuridica con diritti che richiedono la protezione, la conservazione, il mantenimento o, quando rilevante, il restauro da parte dei governi regionali e centrali e dei residenti dei dintorni del Mar Menor.
Il Mar Menor avrà anche il diritto di esistere come ecosistema ed evolversi naturalmente, includendo tutte le caratteristiche naturali dell’acqua, delle comunità di organismi, del suolo e dei sottosistemi terrestri e acquatici che fanno parte della laguna del Mar Menor e del suo bacino”.
L’articolo 3 approfondisce il contenuto dei quattro diritti stabiliti nel paragrafo 2.
L’articolo 4 riguarda la rappresentanza e la gestione della laguna del Mar Menor e del suo bacino, affidando queste responsabilità a tre organismi.
Gli articoli 4 e 5 stabiliscono che le violazioni dei diritti concessi dalla legge comportano sanzioni. In particolare, l’Articolo 4 affronta condotte offensive in generale, mentre l’Articolo 5 riguarda azioni o misure da parte degli organi amministrativi che violano tali disposizioni.
L’articolo 6 stabilisce l’actio popularis, il che significa che chiunque può rivendicare i diritti del Mar Menor.
L’articolo 7 delinea gli obblighi dell’amministrazione, tra cui lo sviluppo di politiche pubbliche, il sostegno a campagne di sensibilizzazione pubblica, la preparazione di studi e mappe del rischio, la limitazione delle attività e il divieto o limitazione dell’introduzione di sostanze organiche e inorganiche.
Il 31 agosto 2023, in una sentenza riguardante due discariche vicino al Mar Menor, un giudice di Cartagena ha applicato gli articoli 3 e 6 della legge includendo nel procedimento il Comitato dei Rappresentanti, diverse organizzazioni ambientali e sette consigli comunali.
Critiche
Sebbene i modi in cui i diritti della natura interagiscono con i sistemi giuridici occidentali siano ancora poco esplorati nella letteratura, la questione rimane controversa. Le critiche principali includono le seguenti:
1. Concedere diritti alla natura può creare incongruenze all’interno dei sistemi giuridici. Ad esempio, attribuire personalità a fiumi o foreste si colloca in modo inquietante all’interno dei quadri giuridici occidentali, che non sempre sono in linea con le realtà ecologiche e garantiscono una protezione efficace.
2. Concedere diritti alla natura può involontariamente ostacolare lo sviluppo. I diritti ampliati possono limitare l’uso delle risorse da cui dipendono le economie locali.
3. Concedere diritti alla natura può generare complessità legale e finanziaria. Nuove regole per la legittimazione, meccanismi di rappresentanza e rimedi possono aumentare i costi di contenziosi e amministrativi.
Conclusioni
Il riconoscimento dei diritti della natura non è una novità: è radicato nelle tradizioni legali indigene di lunga data e ha sfidato direttamente i quadri giuridici antropocentrici ereditati dai sistemi coloniali. Incorporare tali diritti nelle tradizioni giuridiche occidentali, applicandoli a ecosistemi come il Mar Menor, solleva questioni giuridiche, politiche e sociali complesse e ancora irrisolte.