È stata di recente approvata dal Consiglio degli Studenti a Ferrara la proposta di Azione Universitaria di intitolare un’aula studio a Charlie Kirk, attivista repubblicano assassinato il 10 settembre. “Questa mozione approvata in Consiglio degli studenti però dovrà passare al vaglio dell’Ateneo. Sarà la governance dell’Ateneo, in particolare il Senato accademico e altri organi dedicati, che si dovranno occupare di dare il via definitivo a questa proposta”, precisa al telefono con Nazione Futura il presidente di Azione Universitaria Ferrara Ludovico Nanetti.
“Ci auguriamo che la governance capisca l’importanza della figura e soprattutto che, a differenza di quanto tanto stanno dicendo in queste ore, capiscano che la nostra proposta aveva come oggetto i valori del dibattito, della democrazia e del pluralismo che Charlie Kirk portava e non tanto invece l’uomo politico che Charlie Kirk rappresentava”, continua Nanetti.
La proposta finita sulle pagine dei maggiori quotidiani italiani vuole, dice Nanetti, “ricordare una figura che secondo noi è meritevole di memoria, come è quella di Charlie Kirk, non tanto per le sue idee o per l’uomo politico che era, che sappiamo essere un repubblicano di ferro, un conservatore, un supporter della corrente trumpiana, ma quanto per il modo in cui lui esprimeva le sue idee”.
Kirk viene descritto dal presidente di AU Ferrara come una “persona che ha passato gran parte della sua vita a fare del dibattito in un luogo accademico come i college americani, quindi nell’università”.
Nanetti ricorda il suo stile “pacato” e il fatto che permetteva “a tutti di parlare, di confrontarsi con lui, di avere uno scambio, un dibattito, un confronto quanto più democratico possibile. Non si tirava indietro dal rispondere e dal dibattere su argomenti scottanti in cui aveva posizioni decisamente forti e non si tirava indietro dal dibattere con persone che avevano visioni diametralmente opposte alle sue”.
“Noi crediamo che questo spirito pluralista di confronto, di dialogo e di dibattito debba essere un po’ la direttrice che dovrebbero seguire anche gli studenti negli atenei italiani”.
Un confronto, quello promosso da Azione Universitaria, che troppo spesso è mancato nelle Università italiane dove più volte a relatori è stata negata la libertà di parola nei convegni per motivi politici.
Questo fatto è visto da Nanetti come “inaccettabile”. “Nel mondo accademico che vorremmo il dibattito non si dovrebbe negare a nessuno, per quanto abbia posizioni differenti dalle nostre, anche alla persona con le posizioni più lontane da quello che secondo noi dovrebbero essere i nostri valori di riferimento”.