Tre le polemiche che hanno visto contrapporsi la Germania di Merz e gli Stati Uniti di un Marco Rubio assoluto protagonista in Baviera, il Presidente del Consiglio Meloni ha deciso di accettare l’invito dell’Unione Africana ed è stato l’ospite d’onore della conferenza dell’Unione Africana che si è tenuto ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, Nazione che oltre ad essere una delle Nazioni più antiche del mondo, ha incrociato spesso il suo destino con il nostro.
L’invito arriva in un momento di grande spolvero, in cui l’Italia sembra riuscire piano piano a percorrere la strada politica che Giorgia Meloni e il Ministro degli esteri Tajani hanno tracciato per l’Africa fin dal loro insediamento ai vertici delle Istituzioni Repubblicane.
Questa politica, infatti, vede nel famoso Piano Mattei il fulcro di una serie di iniziative, strategie e progetti, che, nella visione dei vertici politici nostrani, dovrebbero portare a molteplici obiettivi e a vantaggi enormi sia per le Nazioni africane coinvolte, ma sopratutto per il nostro Paese.
La presenza di Meloni al congresso dell’Unione Africana poi, è stato indubbiamente un’incredibile promozione per il piano Mattei che attualmente conta già l’adesione di ben 14 Nazioni, ma che, grazie alla credibilità dimostrata dal nostro Paese nel lungo periodo potrebbe vedere aumentare la sua compagine, coinvolgendo e avvicinando Nazioni che storicamente sono state rivali se non nemiche.
Un altro aspetto poi da non sottovalutare, per comprendere come le Nazioni africane stiano guardando alle proposte Italiane come a qualcosa di concreto, è il fatto che il governo italiano sta attualmente dimostrando buon senso, pragmatismo e rispetto.
Se storicamente le principali Nazioni europee hanno visto e trattato l’Africa come un territorio da spoliazione– non dimentichiamo che il 30% della popolazione americana è figlia di quegli Africani deportati in America dai cattolicissimi Paesi europei – quello che l’esecutivo nostrano sta portando avanti è essenzialmente una forma di joint venture, dove gli investimenti occidentali e Italiani in particolare, incontrano le ancora inespresse potenzialità africane, troppo spesso vittime dell’atavica disorganizzazione delle singole Nazioni, figlia anche del colonialismo.
Acqua, agricoltura, ricerca medica e istruzione sono fondamentali per lo sviluppo di ogni Nazione sopratutto per chi per decenni è sopravvissuto solo grazie alla vendita delle proprie ingenti materie prime ed ora l’Italia, per troppi anni vista come ad un Paese ininfluente nella scena geopolitica, ha avuto la forza e la capacità di proporre qualcosa di innovativo che può portare ad enormi vantaggi reciproci.
Da non sottovalutare poi il fatto che il Piano Mattei è attualmente l’unica valida alternativa alla sempre più massiccia presenza cinese nella regione che, con intenti ben diversi, sta pian piano colonizzando vaste aree del continente nero attraverso la costruzione di infrastrutture, in particolare porti, che resteranno sotto il controllo e le mire del Dragone.
Uno scenario geopolitico difficilmente ignorabile.